Archivi categoria: LETTERATURA CLASSE 3^

FUTURISMO

classe capovolta

http://www.scuoleasso.gov.it/inclusione/wp-content/uploads/2015/01/Il-Futurismo.pdf

Manifesto del Futurismo
Le Figaro – 20 febbraio 1909

  1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
  2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
  3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
  5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
  7. Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
  8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.
  9. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
  11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

Filippo Tommaso Marinetti

MANIFESTO TECNICO DELLA LETTERATURA FUTURISTA

Parti importanti:
1. Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, come nascono.
2. Si deve usare il verbo all’infinito per dare il senso della continuità della vita.
3. Si deve abolire l’aggettivo, poiché suppone una sosta, una meditazione.
4. Si deve abolire l’avverbio, in quanto conserva alla frase una unità di tono.
5. Bisogna fondere l’oggetto con l’immagine che esso evoca con una sola parola.
6. Abolire la punteggiatura, per accentuare certi movimenti ed indicare le loro direzioni, si utilizzeranno segni della matematica ( +-x:=>< ) ed i segni musicali.
7. Deve esserci una gradazione di analogie sempre più vaste, in quanto l’analogia è l’amore profondo che collega le cose distanti e diverse.
8. Non vi sono categorie d’immagini, nobili o grossolane o volgari, eccentriche o naturali.
9. Bisogna abolire l’ordine, in quanto rappresenta l’intelligenza, e disporre immagini casualmente, in modo disordinato.
10. Sostituire la psicologia dell’uomo con l’ossessione lirica della materia.
Bisogna introdurre nella letteratura tre elementi che furono finora trascurati:
1. Il rumore 2. Il peso 3. L’odore
Bisogna abbandonare l’intelligenza per affidarsi all’intuizione in grado di avvicinarci al nuovo mondo delle macchine.

Analisi del testo:
I procedimenti tecnici.
La nuova letteratura futurista ha come presupposto la distruzione della sintassi. Vi è l’uso del verbo all’infinito, per comunicare il senso della durata. Vi è l’eliminazione dell’aggettivo e dell’avverbio con indicazione del sostantivo referente dell’oggetto, che esalta la consistenza materiale delle cose. I segni matematici usati al posto della punteggiatura.
Dall’analogia si passa ad una “gradazione di analogie sempre più vaste”. Dalla distruzione della sintassi si giunge alle “parole di libertà”. All’ordine dell’arte si contrappone disordine, un’estetica del “brutto”. All’intelligenza viene sostituita l’intuizione.

Il “peso” della materia.
Marinetti intende dare voce alla materia, e non alla psicologia. Vi è il tentativo di riprodurre il “rumore”, il “peso”, l’”odore”.

 

ZANG TUMB di Filippo Tommaso Marinetti

https://www.uclm.es/artesonoro/FtMARINETI/html/BOMBAR.html

ATTIVITA’ :

a) Individua quali elementi del Manifesto tecnico della letteratura futurista noti nel testo di Marinetti.

b) Componi anche tu una poesia in libertà e una poesia visiva

GOVONI

calligramme de la Tour Eiffel de Guillame Apollinaire

PARAFRASI

Il Palombaro è una poesia visiva e rappresenta una serie di disegni “a tema” tracciati con linee intenzionalmente infantili corredati  commenti e scritte con calligrafia da scolaro.
Il testo è costituito dalle parole e descrizioni che fanno da commento alle immagini; in sostanza si tratta di analogie disegnate.  Parole e disegni sono disposti in modo da creare la sensazione di un movimento ondulante, per ricreare la sensazione di essere in un fondale marino, e conferire all’ambiente sottomarino una scenografia vibrante di vita.
La poesia racconta l’immersione di un Palombaro nell’animato mondo  sottomarino.
Secondo i canoni futuristi, e la consuetudine di Govoni, abbondano metafore e analogie,  per citarne alcune:

  • la medusa viene definita “ombrello di mendicante”;
  • i rametti di corallo vengono definiti “primavera metallizzata dei coralli”;
  • l’oloturia è il “sacco verminoso di cenciaiuolo”;
  • l’attinia (chiamata anche anemone di mare) viene indicata come il “ceppo insanguinato dove lasciarono i capelli serpini le sirene decapitate”;
  • il Palombaro, munito di accetta, viene definito in vari modi: dapprima uno “spauracchio”, un “burattino inteso a divertire i pesci”, un “acrobata profondo”, ma poi diventa un “becchino mascherato che ruba cadaveri d’annegati”, “assassino ermetico”, “boia sottomarino”. E’ quindi una presenza minacciosa e ostile collegata con l’esterno tramite quella che viene definita una “lenza”, un “cordone ombelicale”, proveniente dalla superficie del mare.
  • Questo componimento fa parte della raccolta “Rarefazioni e parole in libertà” che esce a Milano nel 1915 per le edizioni di “Poesia“, in essa sono raccolte 4 poesie visive e una serie di tavole parolibere, tecnica che costituisce uno dei cardini della poetica futurista. E’ considerata la raccolta più futurista di Govoni ed è dedicata a Marinetti.

MONTALE

classe capovolta

QUIZ SU MONTALE (APRI LINK)

http://www.studenti.it/test/scuola/quiz-di-verifica-sulla-conoscenza-della-vita-e-delle-opere-di-eugenio-montale/123553

http://www.oilproject.org/esercizio/verifica-sulla-vita-di-montale-e-ossi-di-seppia-3102.html

ESEGUI ANALISI POESIA MONTALE “NON CHIEDERCI LA PAROLA”

Alcune domande aperte per esercitarsi nell’analisi del testo poetico.Non chiederci la parola – Eugenio Montale
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
1)Esegui la parafrasi del testo
2)Analizza la poesia da un punto di vista metrico
3)In quale verso dell’ultima quartina è presente una rima interna?
4)Individua le principali figure retoriche della lirica
5)Che cosa rappresenta, secondo te, l’ombra del v.7?
6)Puoi evidenziare alcuni accenni al paesaggio esterno in questa poesia? Se sì, indica in quali versi e che tipo di paesaggio viene raffigurato.
7)Che cosa rappresenta il “croco perduto” del v. 3?
8)Quale concezione della poesia emerge dai versi di Montale?
9)Scrivi un breve commento sul significato di questa poesia.

ERMETISMO UNGARETTI

 

 

MAPPE CONCETTUALI (apri i link)

02-L-Ermetismo

03-Giuseppe-Ungaretti

POESIE UNGARETTI

ATTIVITA’ IN  GRUPPI

LA CLASSE SI DIVIDE IN 4 GRUPPI .

OGNI GRUPPO DOVRA’ ANALIZZARE UNA POESIA DI UNGARETTI ASSEGNATA DAL DOCENTE E DOVRA’ SVOLGERE LE SEGUENTI ATTIVITA’:

– PARAFRASI E INDIVIDUAZIONE DELLE FIGURE RETORICHE

– ANALISI DELLO STILE IN BASE AL MOVIMENTO DI APPARTENENZA

– COMMENTO DEL TESTO POETICO