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Lettera di un pesce alla sua padrona di casa!

Egregia Signora,

 

Sono il suo adorabile pesce rosso e sono vissuto finora proprio qui, nella sua piccola casa, nella mia boccia sopra il tavolo.

Le scrivo questa lettera per ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me in questi dieci anni; mi ritengo un pesce molto fortunato, grazie a Lei, che ogni giorno mi Fa mangiare , mi accudisce e mi trasmette molto amore.

Ho solo un piccolo desiderio nel mio cuore che vorrei si potesse realizzare: avere un compagno, un piccolo pesce rosso come me che mi tenga compagnia in questa grande boccia. Ho saputo che Lei ha preso un piccolo coniglietto che tiene tuttora in giardino e vorrei fare amicizia con lui, sempre se Lei è d’accordo. Sono molto contento di averle scritto questa lettera perché era molto che volevo scriverle ma non trovavo le parole giuste. Con questo La saluto e Le mando un grosso bacio.

 

                                                                                                Il suo piccolo pesce rosso

Carissimo Sindaco….

Egregio Signor Sindaco,                                                  

 

Le scrivo questa lettera a nome mio e di tutti i cittadini di questo paese per chiederle di poter organizzare una piccola festa al centro sportivo dedicata agli animali e alla natura sempre se Lei è d’accordo. Abbiamo pensato di organizzarla verso il mese di giugno in modo che le giornate siano calde e soleggiate. Questa festa consiste nell’esporre animali e prodotti naturali di ogni razza e di ogni genere. A noi cittadini sembra una bellissima idea perché è un’occasione per far divertire e far conoscere cose nuove anche ai bambini.

 

Aspettiamo al più presto la Sua risposta. Grazie!

 

Arrivederci                                                                                   I Cittadini.

Marta Achler II A

 

Come ci influenza la pubblicità .

Io quotidianamente guardo la tv, leggo riviste e giornali e spesso mi faccio influenzare , ma non di troppo. Solitamente guardo pubblicità di vestiti e moda ma anche su tante altre cose che mi interessano.

Questi spot mi influenzano molto soprattutto per l’acquisto di magliette, pantaloni e scarpe di ogni genere. In Questo periodo le pubblicità mi piacciono moltissimo soprattutto quella di Intimissimi perché mi trasmette benessere e felicità . Oltre alle pubblicità riguardanti la moda mi influenzano molto anche quelle sul benessere per esempio, quelle riguardanti creme e profumi che uso quotidianamente. Oggi le pubblicità sono apprezzate da tutti, grandi e piccoli perché riescono a trasmettere gioia e serenità soprattutto se, come a me, piace molto guardare la tv e spot pubblicitari. A me piacerebbe molto poter visitare uno studio pubblicitario per scoprire questo piccolo grande mondo.      Achler  Marta 2 a

Piccole pesti….

Caro diario,

Ti scrivo questa lettera per raccontarti un litigio che mi ha toccato il cuore, avvenuto oggi pomeriggio con il mio fratellino .Stavamo giocando tranquillamente nel cortile di casa mia con la palla, quando ad un tratto mio fratello tirò una forte pallonata ai fiori appena piantati dalla mamma rompendoli. Subito gridò: “ Mamma,mamma Marta ha rotto i fiori!!” ed io subito dissi: “ Mamma non  è vero è stato lui, solo che riversa sempre la colpa su di me!” la mamma dando sempre ragione a lui, mi sgridò inutilmente. Io mi arrabbiai molto e tirai uno schiaffo a mio fratello, ma fu inutile.

Si è fatto tardi, ora devo andare….

 

Ciao, a domani…

 Marta Achler II A

I Lapponi,un popolo di pastori nomadi

 

In Norvegia vive la minoranza etnica dei Lapponi, di probabile origine asiatica. Insediati all’estremo nord della Scandinavia, nelle terre più isolate e desolate della regione. I Lapponi sono un popolo ancora in parte nomade che vive allevando le renne.
Si tratta di un allevamento particolare, infatti i Lapponi non conducono i loro animali al pascolo, ma si limitano a seguirli durante le loro migrazioni difendendole dai lupi. La vita dei Lapponi un tempo era basata completamente sulle renne che fornivano loro carne, latte e le pelli con le quali costruivano le capanne e gli abiti. 

Oggi la vita dei Lapponi è un miscuglio di elementi moderni e tradizionali. Nella stagione invernale, quando la tundra è coperta di neve e le renne si spingono verso il sud, i Lapponi abitano in casette di muratura, molto spesso vicino ai centri abitati. Durante questo periodo riposano, celebrano le loro feste e tengono i mercati.
Quando comincia il disgelo, le renne si dirigono verso nord e i Lapponi le seguono, rizzano le tende nella tundra e formano gli accampamenti primaverili.
In estate le renne si spingono ancora più a nord e i Lapponi formano l’accampamento estivo. Con i primi freddi sostano per un breve periodo nell’accampamento primaverile per poi tornare nelle case invernali. Oggi questa vita nomade è stata abbandonata da una parte di Lapponi che preferisce la vita sedentaria e l’allevamento delle renne nei recinti. Altri pur praticando l’allevamento nomade, seguono gli spostamenti delle mandrie con l’elicottero o le motoslitte.

 

Copenaghen,la città della Sirenetta.

Copenhagen è famosa per la statua della Sirenetta,che si trova su una roccia, proprio sulla baia di Copenhagen.

Il simbolo principale della città e una delle statue più fotografate del mondo, la sua origine deriva dal racconto di Hans Christian Abdersen “La piccola sirenetta”, fu poi Carl Jacobsen, produttore danaese di birra a richiedere ad uno scultore locale di costruire una statua in onore della protagonista della fiaba.

La Sirenetta

– Nel 1909 Carl Jacobsen, mecenate e patrono della birra danese, la Carlsberg-Tuborg, assistette rapito alla messa in opera del balletto “La Sirenetta” di Hans Beck musicato da Fini Henriques. Le forti emozioni che il balletto e, soprattutto, la storia suscitarono in Jacobsen lo spinsero a commissionare allo scultore danese Edvard Eriksen una statua della sirenetta (Lille Havfrue in danese) che ricordasse la storia di quell’amore e, nel contempo, abbellisse il porto di Copenhagen. Gli anni Novanta non le portarono maggior fortuna: per ben due volte le venne mozzata la testa e la seconda ritrovarla non fu affare da poco per i pazienti sommozzatori della Storia, leggenda, miti e favole: intorno a Copenaghen esiste un mondo immaginario complesso e variegato, che contribuisce a rendere ancor più ammaliante la capitale danese. La città è la patria della Sirenetta, come evidenziato dalla statua situata vicino al porto. O meglio, è la città adottiva di Hans Christian Andersen (nato a Odense, ma poi vissuto e morto qui), autore di celebri fiabe quali: La piccola fiammiferaia, La principessa sul pisello, Il brutto anatroccolo e, per l’appunto, la Sirenetta.

L’Islanda una terra di ghiaccio e di fuoco.

 

L’ Islanda è una tra le isole più affascinanti del mondo dove però non figurano solo i luoghi caldi con spiagge bianchissime, palme e sole tutto l’anno, perché la realtà opposta rivela molte più sorprese di quanto ci si possa aspettare, ed un’esperienza davvero straordinaria è visitare una terra che sembra dimenticata dal tempo, dove la potenza della natura e la bellezza dei paesaggi non hanno nulla da invidiare al fascino esotico. Questa terra è l’Islanda, un’isola davvero particolare che, situata in mezzo all’Oceano Atlantico, dista 200 km dalla Groenlandia.

A partire dal IX secolo è stata abitata da monaci eremiti, irlandesi e scozzesi, ma chi ne ha fatto la

storia sono stati i Vichinghi Norvegesi.

Pur avendo un nome cosi esplicito, Islanda significa Terra dei ghiacci, ma in realtà nasconde un cuore di fuoco, con molti vulcani attivi. In nessun altro paese si trovano tante meraviglie create da Madre Natura: maestosi ghiacciai tra cui il più grande d’Europa, cime innevate, caldi getti d’ acqua e solfatare fumanti, altipiani dell’interno disabitati, fiumi impetuosi e spettacolari cascate, fiordi, numerose specie di uccelli, balene al largo delle coste. Le estati sono incredibilmente tiepide e gli inverni non così freddi come di solito si immagina.

In  qualsiasi momento la si visita, si rimane stupiti dalla calda accoglienza degli Islandesi, con il loro desiderio di far conoscere la propria cultura, ricca di mille sorprese.

Ogni stagione offre le sue attrazioni, il suo carattere e la sua magia. In primavera la luce del giorno risplende donando una sensazione di liberazione della fredda morsa invernale e numerose sono le iniziative con feste sui ghiacciai, canti e musiche in tutto il paese. L’estate è la stagione del sole di mezzanotte che regala alle campagne sfumature del tutto particolari e la possibilità di tuffarsi nelle sorgenti naturali di acqua calda a qualsiasi ora.

Il medico della peste

Il medico della peste, è il nome di una maschera che viene indossata durante il carnevale di Venezia, ma le sue origini non sono molto divertenti. Il medico della peste era l’unica persona che poteva stare a contatto con gli appestati, di questo terribile morbo. Il medico della peste era completamente ricoperto da un mantello nero, un cappello rotondo , e il suo volto era completamente ricoperto da una maschera. All’interno di questa maschera i dottori mettevano delle erbe aromatiche, che secondo loro purificava l’aria a contatto con gli appestati che respiravano. Il medico della peste stava a contatto con gli indumenti degli appestati solo con una lunga bacchetta di legno. La figura del medico della peste , fu tristemente nota a Venezia tra il 1347 e il 1348, che costarono la vita a migliaia di persone.

I medici della peste assistevano gli ammalati e i sospetti ammalati che dovevano rimanere in quarantena nelle isole del Lazzaretto Nuovo e del Lazzaretto Vecchio.

Tali isole sono localizzate nella Laguna di Venezia e con tutta probabilità salvarono la vita al resto della popolazione.

Queste isole erano adibite a Lazzaretto ed erano comandate da un priore laico, al loro interno veniva praticata la fumigazione per cercare di distruggere il morbo della peste e si dava sepoltura su fosse comuni a chi era morto contraendo il contagio. I medici consigliavano agli appestati varie cure per esempio quella dei salassi. La peste si concluse agli inizi del 700, fu allora che nel carnevale di Venezia cominciò ad usare per divertimento questa maschera che era stata scoperta come mezzo di protezione. Tale maschera con il naso lungo è curiosa per la sua forma, simile a quella del becco della cicogna. I veneziani vedendo questa maschera ricordano la terribile strage della peste, altri che non conoscono la strage della peste la trovano decisamente bizzarra.

 Achler Marta

 

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Notte di terrore al cimitero

Entrate nel cimitero , per fare visita al loro papà , due bambine si imbatterono nella luce delle tenebre e da un angolo sbucò un vampiro che le portò con sè nella sua tomba vicino a quella del loro papà . Visto che il vampiro da tempo era in astinenza di sangue appena vide le due bimbe gli si risvegliò una sete tremenda di sangue fresco e giovane , allora il vampiro incominciò a succhiare il loro sangue fino ad essere sazio. le bambine ormai prive di vita ,risvegliarono lo spirito del loro papà , le bambine come per magia sentirono il suo calore. le due bambine anche se molto terrorizzate furono felici di aver rivisto il loro papà. Con l’aiuto del capo del cimitero le due bambine riuscirono a scappare dal maledetto vamiro e da quel momento andarono a trovare il loro papà al cimitero solo di giorno , ma sempre con la paura di poter rivedere quel vampiro.

La morte di Bin Laden



Osama Bin Laden  nasce nel marzo del 1957 a Riad in Arabia Saudita è il 17° di 54 figli del ricco magnante Mohammed Bin Laden.

Bin Laden iniziò a studiare in Arabia a Gedda ingegneria. Poi da giovane, Osama  venne in Afghanistan  nel 1979, quando le truppe sovietiche invadono questa terra e lui si unisce ai Mujaheddin che combatterono contro i soldati dell’Armata Rossa.

Nel  1984 il giovane saudita arriva in Afghanistan dove si  finanzia e assume il controllo di una rete di ventimila combattenti islamici arrivati da ogni parte del mondo, rispondendo ai richiami della guerra santa. In  piena Guerra Fredda gli Stati Uniti finanziarono quello che sarebbe poi diventato il loro nemico numero uno, contribuendo ad attaccare la sua rete a mujaheddin. Espulso dall’Arabia, si rifugia in Sudan, dove lancia il suo proclamo contro gli americani e i loro alleati.

Al Quaeda compie l’attentato al cuore degli Stati Uniti. L’11 settembre si fa conoscere da tutto il mondo per le sue continue minacce contro gli occidentali, da allora tutto il mondo da la caccia all’uomo, che si è conclusa il 2 maggio quando  venne ucciso.